Originariamente inviata da Officina23
A memoria, solo Polini aveva cilindri diversi tra aria e liquido (non solo come alesaggio, anche come luci), pistoni diversi (cielo piatto sul liquido, cielo bombato sull'aria), camere di scoppio diverse.
Abbiamo ancora un BZM 50 ad aria che se gli metto un carburatore da 21 viaggia quasi come un motore a liquido (anche se è molto più rabbioso quando entra in coppia). Lo aveva chiuso proprio Robert, e l'unica cosa che ho dovuto fare nel tempo è carburarlo ogni tanto. Non ha nessuna lavorazione particolare (naturalmente ho controllato...).
A partità di cilindro, luci, albero, camera di scoppio, carburatore, ecc. l'unica differenza tra aria e liquido è la temperatura operativa: il motore ad aria deve poter girare senza problemi anche oltre i 100 gradi, con punte fino a 120 cala la potenza, oltre si rischia la frittura.
Il motore a liquido invece lavora tra 60 e 90 gradi, non oltre. Premesso questo (e considerato che una volta raggiunta la temperatura questa rimane abbastanza stabile), facendo due conti con le dilatazioni termiche in ballo, tutti i componenti potranno avere tolleranze minori (pistone, squish, fascia, ecc.) a tutto vantaggio della coppia, dell'erogazione e della potenza massima.
Questo è il motivo perché un motore a liquido (di solito) va più di un motore ad aria.
Per quanto riguarda la manutenzione, a parte l'impianto di raffreddamento che normalmente non crea mai problemi, dipende da cosa si vuole dal motore: se deve essere sempre al 100% allora pistone nuovo ogni due uscite, altrimenti si può fare anche tutta la stagione senza grosse perdite di potenza.
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