Originariamente inviata da Sandrino
Egregio Dottore, comprendo la sua posizione e comprendo il non potersi schierare da una parte o dall'altra.
Sono d'accordo con lei che simili comportamenti vanno evitati, ma forse prima di giudicare, e ancor di più perchè come lei afferma era presente durante i fatti, vanno quantomeno raccontati nella sua totalità...
Il comportamento del genitore non è altro che una conseguenza dell'isticazione del giudice tale Dottor Leoncini, che volontariamente isticava il genitore simulando il gesto di un pugno...
Dato che trattasi di ufficiali di gara, forse invece di isticare alla violenza una persona di suo già molto irritata per quanto succeddo durante la competizione, e tengo a precisare che trattasi di un errore da parte degli ufficiali di percorso che con il loro errore producevano un danno al bambino/pilota facendogli perdere due posizioni, probabilmente si dovrebbe usare un pò di psicologia...
Per quanto concerne invece la squalifica, credo sia opportuna una riflessione più profonda e volendo usare un pò più di malizia, si possono arrivare anche ad altre supposizioni...
Vanno però distinte le ragioni "morali" da quelle regolamentari...
Parlando di moralità concordo con il fatto che il figlio prende il buon esempio dal gentiore, ma non sono d'accordo con il fatto che il bambino di 11 anni sia responsabile del comportamento del padre di 50 anni...
Citando ancora la moralità, il bambino per gareggiare durante la gara per cui invece è stato qualificato, ha fatto molti sacrifici allenandosi duramente e con disciplina, togliendo del tempo allo studio, per poi vedersi negato il diritto di poter competere, e questo ha dato luogo al totale rifiuto oggi del bambino di continuare ad intraprendere questo sport...
Facendo appello ancora alla moralità le comunico inoltre che ero personalmente presente sabato presso l'impianto ABC Latina, e con molta educazione e diligenza ho cercato di avvicinare i giudici di gara, per cercare di trovare una soluzione, ma semplicemente ed esclusivamente nell'interesse del bambino, chiedendo di poter interloquire al fine di trovare un compreso per far gareggiare il bambino, che si trovava in una situazione molto spiacevole, per il quale sinceramente ribbadisco non poteva essere ritenuto responsabile;
Arrivando invece alla legalità, le comunico che il regolamento tanto sponsorizzato da parte dei vari comitati regionali nonchè dalla FMI, è stato forse "male interpretato" da chi ha emesso la squalifica e da parte di chi la ha in prima persona gestita;
1)La squalifica và notificata all'indirizzo di residenza del pilota (e/o suo responsabile) o al moto club di appartenza, e questo le assicuro non è accaduto;
2)La squalifica legalmente è da ritenersi non valida, in quanto cita che il Pilota non poteva partecipare alla manifestazione che si sarebbe tenuta presso l'impianto IL SAGGITTARIO di Latina, invece che quella di ABC Latina dove effettivamente si è disputata;
3)L'accompagnatore ufficiale del Pilota non era suo padre ma un'altra persona...
4) E questo sa veramente di DITTATURA, dato che veniva consegnata la squalifica il giorno stesso delle qualifiche (sabato) e quindi azzerando così il diritto di replica dato che gli organi competenti in materia il sabato e la domenica non sono operativi....
Alla luce delle ns. spiegazioni di carattere legale, mi dica come sia possibile non ipotizzare qualche altra finalità secondaria nella gestione della squalifica del Bambino;
Vorrei evitare ancora di rincarare la dose sulla questione della incompetenza di alcuni addetti ai lavori, perchè non ho piacere nel criticare tutti gli organi, in quanto nella ns. breve esperienza in questo settore abbiamo avuto modo di conoscere anche persone molto preparate ed oltre modo comprensive e collaborative,ma sabato durante i miei tentativi di conciliazione, nessuno a saputo darmi risposte "LEGALI" in merito, e nessuno ha cercato di voler comprendere lo stato d'animo del bambino....
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