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Stessa accelerazione vuol dire in soldoni stessa coppia che scarichi a terra. E la coppia alla ruota dipende da che rapporto usi, proprio perchè i rapporti sono dei moltiplicatori di coppia. Se i due motori accelerano istante per istante alla stessa maniera vuol dire che stanno mettendo a terra la medesima coppia motrice...se si verifica questa condizione il motore2 per fare 9-14.2 ci mette lo stesso tempo che impiega il motore1 a fare 9-13mila. Il punto è che questa è una condizione ideale che non tiene conto che il motore non ha una curva di coppia piatta. Uno ottiene realmente benefici nel caso che dici tu solo quando allungare un po' il rapporto comporta il far stare il motore nel range in cui, fissato un certo rapporto di trasmissione, ti fa scaricare a terra più coppia possibile quindi ti fa accelerare più forte, nel senso più fisico del termine, ossia quella che ti fa fare più strada. Questo perchè se io accorcio il rapporto magari ho anche più spunto fuori dalla curva, ma se poi prima della staccata sono già entrato nella fase calante della curva di potenza di fatto ci arrivo più lento di chi era rapportato un po' più lungo. In se la questione è molto interessante ma molto complessa perchè per esempio si può considerare che al motore non è richiesta potenza solo per accelerare il mezzo ma anche per accelerare se stesso, cosa che è a svantaggio della scelta di un rapporto più corto (perchè richiede al motore una maggiore accelerazione angolare). |
Per i fenomeni fisici ho premesso che non sono la persona più indicata, però da quello che dici tu non mi sembra uguale in linea di massima che due motori possono fare la stessa "strada" con regimi e coppie uguali se cambiano i rapporti in quanto lo sviluppo strada è diverso, ma non è vero a mio parere, per sostenere quello che dici il motore che fa 9/14,2 dovrebbe avere una curva più ripida per farlo nello stesso tempo che l'altro fa 9/13,0 mentre i grafici sono al contrario, il 14,2 arriva si più alto ma in più tempo.
Teoricamente, ma poi in pratica subentra la differenza di resa della marmitta che va a cambiare la coppia e subentrano altre variabili cambiando la resa del motore perciò in effetti non sono più uguali, infatti l'esempio che ti avevo fatto sostiene questo in parole povere, poi mi fermo teoricamente, ma in pratica è stato già verificato con il comportamento in pista. Sai cosa sarebbe interessante voi che avete i banchi per capire meglio il fenomeno, provare i due settaggi per vedere le curve che escono. Adesso vado anche oltre la stessa cosa sarebbe da fare con i pignoni 6 e 7 per vedere la resa sullo stesso rapporto, sarebbe molto interessante. |
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Se parli di marmitta corta non puoi pretendere che uno capisca "marmitta del 40 montata sul 50", no?? Se è corta si è sempre inteso e riferito alla lunghezza fisica della marmitta e da che mondo e mondo è sempre successo che una marmitta più corta sposti l' erogazione verso regimi più alti (quindi tutto il contrario di quello che sosterresti). Scrivo questo perchè pensi a una cosa, ne scrivi un' altra e quindi non ci si capisce......o forse sono solo io che non capisce.....mah. |
Potrebbe anche essere vero che non sappia spiegarmi, ma il discorso è iniziato 6 pagine fa in un certo modo, non da me, pertanto sarebbe più opportuno che ti adeguassi anche tu a voler interpretare le cose e rispondere nello stesso modo e termini utilizzati da tutti nella discussione.
Se vuoi partecipare ad uno scambio di idee. |
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Le cose non vanno interpretate (se scritte come si deve), le cose devono essere chiare ed inequivocabili (cioè che abbiano un solo significato uguale per tutti) altrimenti non ci si capisce. Il dubbio sul discorso lunghezza marmitte non è venuto solo a me (rileggi e noterai che qualcuno ti domanda proprio se ti fossi sbagliato nello scrivere). Questo a dimostrazione e rispondendo a quanto sopra quotato che sei tu a doverti adeguare nell' utilizzare i termini che abitualmente si utilizzano in campo motoristico. Alcuni esempi: per "rapporto lungo" si intende una riduzione del numero di giri dall' albero motore rispetto a quello della ruota più piccola (aggettivo riferito a "riduzione") rispetto al "rapporto corto" (ad esempio la 5° marcià è un rapporto lungo rispetto alla 1° marcia che è il più corto). carburazione "grassa" si intende una miscela aria/benzina con eccesso di benzina ed ovviamente "magra" l' esatto opposto. per marmitta "lunga" si intende (e non solo da me) una marmitta fisicamente più lunga rispetto ad un altra. |
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Sui concetti fisici di una marmitta hai perfettamente ragione, ma non si sta parlando della costruzione fisica ma della resa pratica della stessa che è l'opposto, vogliamo interpretare capendo o andiamo avanti nei termini assoluti.
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Non capisco invece cosa vorresti vedere a banco. Se le differenze di rapporto non sono enormi tali da andare a influire su altro (carico sulla frizione o temperatura della marmitta) le curve di coppia e potenza del motore non cambiano, ovviamente! Cambia la coppia alla ruota ed è per quello che nel software si inserisce il rapporto di trasmissione, altrimenti puoi avere solo il grafico potenza vs velocità. Si potrebbero andare ad indagare gli intervalli di accelerazione e la velocità variando il rapporto (sempre che si riesca a capire qualcosa), però ogni volta sarebbe necessario togliere e riposizionare la moto sul banco introducendo un'ulteriore variabile. Quote:
Dai ragazzi, un po' di elasticità mentale :lol1: :si: E se lo dico io...l'ingegneria non è proprio la branca del sapere più dedita all'elasticità mentale :rotfl: |
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Se tu attribuisci "lunga" come aggettivo ad una marmitta io (o tutti noi dovrei dire) che dobbiamo pensare o interpretare?? E' lingua italiana questa. Come fai a dare l' aggettivo "lunga" proprio alla marmitta "bzm 40" e non ad esempio alla "roost" questo ce lo devi spiegare. Chiudo la parentesi e cercherò di capire giusto anche quando scrivi sbagliato (anche se la cosa non mi potrà mai riuscire). Tornando al tema del post ribadisco che la configurazione migliore è quella rossa perchè eroga la potenza nella stessa maniera di quella verde (dato quantificabile dalla pendenza della curva nonchè inclinazione) per tutto il primo tratto, ma poi prosegue il suo andamento di salita (con un picco più alto) ed in più ha una discesa (quindi mantenimento di più potenza per più tempo) meno repentina. In pratica la curva rossa ha un range di utilizzo più ampio rispetto a quella verde. L' unica accortezza da avere è quella di utilizzarla con un rapporto di trasmissione più corto (cioè corona più grande per continuare ad essere chiari a dispetto di chi pensa essere superfluo) in modo che a parità di velocità della mini il motore sia più "allegro" quel tanto che basta da far erogare la medesima potenza e tarare la frizione un 200 r.p.m. in più in modo che anche in fase di slittamento frizione si scarichi la medesima potenza. Questo è il mio parere guardando le curve. Riguardo a cosa si ottiene realmente in pista si aggiungono altri fattori: è molto probabile che si vada più forte (tempi sul giro) con un rapporto più lungo del necessario perchè si è in grado di aprire a fondo la manetta del gas (cosa non sempre possibile causa abilità del pilota, assetto moto, condizioni della pista ecc.. se si utilizzasse il rapporto corretto). Faccio notare una cosa che nessuno considera: le curve che vengono postate immagino si riferiscano sempre a gas completamente spalancato. Nella realtà di guida non avviene mai che il gas sia al minimo oppure al 100%. |
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