Ciao Maurizio, la mia età forse è più vicino alla tua, di quanto non sia quella degli altri utenti.
Io vado in moto da una vita (o andavo?) e devo dire che di botti ne ho collezionati una quantità innumerevole sia in pista da velocità (vallelunga) che al crossodromo (fiano romano, oriolo romano), che nell'enduro e nel supermotard, e poi con la minimoto.
Devo dire che per fortuna mi è sempre andata bene, salvo un paio di microfratture e un dito stortignaccolo.
Il fatto è che ho sempre tirato da bestia in ogni condizione e sprezzando il pericolo, ma poi... un amico si fa' molto male (e resta invalido), poi un altro e un altro ancora, due non ci sono più...
Insomma andare in moto è molto molto pericoloso, ed anche in pista.
Quanta voglia hai di correre? E soprattutto quanta di vincere le sfide che ti lanci ogni volta che entri in pista con il cronometro piazzato sulla moto?
Le gare le fai per gioco o vuoi ottenere qualcosa?
Sono queste le domande che portano con se le risposte.
Certamente il fattore allenamento influisce moltissimo, sia nell'assuefazione alla adrenalina che alla abitudine alla stessa. Sicuramente l'età conta ancora di più.
La paura che nasce dalla consapevolezza acquisita con l'età, può essere superata con l'allenamento (che è anche mentale, contro la tensione).
Con un allenamento costante e "prudente" (graduale) i miglioramenti arrivano con gradualità, e attraverso la sperimentazione di nuovi setting, nuove traiettorie, maggiore feeling con la moto.
Per quanto forse fuoritema, un tizio che vuole correre una maratona dovrà iniziare da una distanza breve fino a coprire i magici 42 km e spiccioli, e poi coperta la distanza iniziare a lavorare sul tempo.
Se si cerca di bruciare le tappe si rischia l'infortunio.
In moto è lo stesso. L'infortunio non sarà causato dalla inadeguatezza del nostro fisico a sopportare lo stress della fatica, ma sarà causato dalla incapacità del nostro cervello di percepire gli stimoli esterni che ci comunicano che l'anteriore stà chiudendo (suggerendoci una correzione) o chissà che altro.
Il cervello è come un muscolo, va allenato. La lucidità mentale e la sensibilità alla guida, ahimè si perdono se non esercitate.
Io sono del parere che è meglio non cadere e tenersi sotto il proprio limite, ma è pur vero che per avvertirlo senza superarlo (cadendo) bisogna procedere con cutela.
La paura è sempre una buona compagna di viaggio finchè si ferma alla soglia della prudenza, è dannosa quando diventa patologica e viene vissuta come un limite.
Lavora con la mini e cerca di girare più che puoi, senza strafare, e vedrai che ritroverai la passata serenità.
Ciao Manolo
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