Ho deciso che e' giunta l'ora di fare un report approfondito della mia moto, per sentiri dire quanto e' bella lei e bravo io (un po' di gioia anche per il mio ego ) e per far conoscere un po' meglio queste mini che pochi conoscono.
La Blata Elite 13W
A differenza di altre marche di nicchia, cioe' non DM, ZPF, POLINI, GRC, la blata non monta nessuno dei due classici motori italici: il polini e il BZM, ma ha un motore tutto suo. Per questo non credo sia conosciuta fino in fondo, visto che almeno da noi e' poco diffusa.
Ho gia' scritto righe e righe sul mio sito, ma siccome non tutti hanno voglia di andare a spulciare i siti degli altri, ho pensato di riproporre qui le stesse cose.
*BLATA: DA DOVE VIENE?*
Beh, la Blata e’ una casa ceca che fa minimoto, il sito ufficiale lo trovate qua:
www.blata.com
Il Sig. Blata, come tutti sapete, ha iniziato una campagna contro le repliche cinesi dei suoi modelli e ufficialmente se non si possiete una minimoto originale non e’ possibile avere i ricambi Blata. Possiamo discutere all’infinito se cio’ e bene o male, ma non e’ questo ne il momento ne il luogo adatto. Diro’ solamente che io mi sono innamorato della Blata Elite dopo aver avuto la sua cinese.
La mia Elite 13W parla inglese: l’ho acquistata di seconda mano da un utente su ebay.co.uk per £350, circa 550E spedita. Quanto ho penato durante i giorni d’attesa! Tanto che appena arrivata avevo paura ad arpire la scatola... chissa’ che ci avrei trovato...
*SUONANO ALLA PORTA...*
a quest’ora del mattino... chi sara’ mai? Andiamo a vedere!!! Toh, una Blata.
Mi decido a scartocciare il pacco enorme e pesantissimo ed ecco quello che trovo:
Finito di sbavare la si tira fuori dalla scatola e:
1) pesa un botto di piu' della elite.. direi almeno 3kg e direi quasi tutti nel telaio, davvero ben fatto nela sua semplicita’ progettuale (tralicio a tubi non scomponibile)
2) la marmitta della sembra uguale. ecco, sembra: questa ha un'espansione che e' un tubo della stufa... troppo massiccia
3) i marchietti blata ovunque mi fanno gridano vendetta sulla : una chiara affermazione di se stessa: IO SONO IO.
4) davanti un disco solo ma enorme: 160mm. da paura, e' grande come il cerchio.
5) gas rapido domino; gomme PMT T4.
6) La frizione regolabile tre masse e’ originale e da rodare. Molto simile alla cinese, ma sicuramente piu’ curata
7) esteticamente ha qualche graffio, ma messuna crepa, il telaio non e' segnato e pare dritto come un fuso, oltre che bello robusto. Il codino semplicemente (per me ovvio) e' uno sballo... cosi' ricurvo... ommamma che bello.
la plastica e' pesante e spessa e robusta, almenop 1kg di roba in piu' rispetto alla cinese.. forse perche’ non e’ plastica ma vetroresina?
8) Il radiatore nero e’ senza il ritorno (3vie), ma e’ davvero massiccio e ben fatto.
Ovviamente queste sono le cose che si notano al primo colpo d’occhio. Andando piu’ nel dettaglio vediamo quel che si trova:
CARENE
Iniziamo dalle plastiche, che sono la prima cosa da levare. Le carene sono pesanti, in vetroresina spessa e molto resistente. Sono ben sagomate e lisce. La colorazione e' uniforme e ben fatta, ma purtroppo passandoci uno strofinaccio con il simpol per pulirle lasciano un po' il colore. Gli adesivi sono fatti bene e spessi, ma manca il trasparente (come sulla vernice, del resto).
TELAIO
il telaio della elite e' molto semplice in quanto e' un pezzo unico, senza il forcellone infulcrato sul telaio. ma semplice non vuol dire scadente. Fondamentalmente ho notato un certo risparmio sulle finezze da ultima moda (ma il mio modello ha qualche anno sule spalle) per guardare alla sostanza, cosa che di per se’ (a meno di essere al bar) non e' nemmeno sbagliata.
Il telaio e' quindi bello pesante, e immagino in tubolari di ferro, ben saldato e spessamente verniciato. E soprattutto e' dritto.
la forcella e' ben fatta, ben cromata, e i tubi sono di diametro generoso. forse per questo un filo dura da inserire in curva. Le piaste, lavorate dal pieno, non sono all’ultimo grido, non sono belle lucidate, ma fanno la loro figura, resistenti e funzionali. Se dovessi trovargli un difetto direi che manca l'attacco per l'ammortizzatore di sterzo. Ottimo voto anche ai braccialetti dei semimanubri e alle leve freno, belle solide e a tre dita.
CERCHI, DISTANZIALI e PERNI
Tutto a regola d'arte: i cerchi rossi (optional) sono ben fatti e spessamente verniciati. i perni ruota passano in misura e non presentano giochi strani. I distanziali sono fatti come si deve. Anche il perno del motore e' esente da giochi.
FRENI E PINZE
All'anteriore un bel disco da 160mm, mentre dietro il classico piccolino. Non sono a margherita, ma frenano e tanto basta. Le pinze sono semplici e un po' bruttine... fanno molto prodotto dell'est: brutto ma buono. Qualche finezza nel modo in cui si blocca il cavo (con un seme a brugola). Molto comodo il sistema per cambiare le pastiglie al posteriore: una squadretta fissa permette di posizionare entrambe le pastiglie e infilare la pinza dall’alto.
MOTORE
Eccoci alla parte piu' interessante. Non ho separato i carter, quindi non posso dire molto sul raccordo carter/cilindro, ma a vista sembra fatto bene.
Forse un filo piccoli i passaggi per l'acqua nel cilindro, questo presenta una cromatura (o riporto) che nulla ha a che spartire con la sua cinese. Idem la biella e quel che si intravede dell'albero. I carter sono lucidati a specchio, anche nell'immissione dal pacco lamellare. Il piede della biella e' esente da giochi strani.
La testa, ben lavorate, presenta due guarnizioni in viton (arancioni) mentre lo squish e' fatto da una guarnizione in gomma particolare (colore verde).
Dal lato accensione si ha una cinghia dentata che trasmette il moto del volano alla puleggia della pompa dell’acqua, non il solito OR adottato dalla .
RADIATORE
Tubi ben fatti e sagomati, con anche la vite di spurgo (se non ho capito male) sul tubo che dalla testa va al radiatore, in alto a sx. Il radiatore, ben fatto e robusto non ha il recupero... forse e' l'unico appunto che gli si potrebbe muovere. Il tappo della vascheta pesa il doppio dei quello cinese.
Il radiatore e’ appoggiato nella parte inferiore ad una squadretta fissata al motore in prossimita’ dello scarico. Questo evita di farlo basculare visto che in alto e’ fissato su supporti di gomma. Un appunto e’ dovuto al fatto che lo sterzo va in battuta con i suporti del telaio che reggono il radiatore, che sono due alette forate. Si capisce come un urto che comporti un violento “fine corsa” dello sterzo possa piegare queste alette sforzando sul radiatore e rompendo la squadretta che lo tiene da sotto. Questa e’ fatta di un metallo tenero e mi si e’ rotta proprio cosi’, per un urto frontale contro le protezioni. Un amico e’ riuscito a saldarla con non poche difficolta’, visto l’esiguo spessore. Un ammortizzatore di sterzo, oltre ad essere utile nella guida, potrebbe ovviare al problema limitando l’angolo di sterzo.
TRASMISSIONE
La catena che ho trovato e’ DID e ha la falsamaglia. La catena passa dentro al forcellone e non fuori come per la , ma la piu’ grande differenza e’ il sistema di tensionamento della catena. Questo si compone di due rulli su cui scorre la catena e la mantengono in tensione, di modo che non possa saltar giu’ dalla corona. Voto 10.
Il rapporto e’ il solito 6-68.
Frizione a 3 masse regolabile.
CARBURATORE E FILTRO
Filtro a cono in rete metallica e carburatore dell'orto PHVA 14 sono di serie, con il kit per l'aria sul carburatore... il comando a filo sarebbe stato meglio, visto che lo spazio per arrivarci e' limitato... sto telaio e' piccolino. C'e' anche il rubinetto in metallo per la benzina, che ha un attacco dedicato sul telaio, ma curiosamente manca il filtro benzina.
SCARICO
Un cannone della stufa, col silenziatore rivettato e non pezzo unico come il cinese. L’espansione dalle dimensioni generose (ben maggiori del cinese) si fissa in modo intelligente al telaio su due punti e non uno e ha delle rondelle in gomma a fare da silent block. E’ ben silenziata e non spara fuori olio incombusto, e se lo fa, almeno non direttamente sulle scarpe.
Inoltre si accoppia decisamente meglio al motore e non ci sono sfiati.
Questo e' quanto, dal punto di vista statico. In sostanza un prodotto non all'avanguardia, stagionato forse, ma ben curato e realizzato... guardando piu' alla sostanza che alla cura maniacale del dettaglio e dell'ultima moda.
[segue..]