Mi ricollego a quanto scritto qualche mese fa per portare delle osservazioni e testimonianze maturate dopo aver avuto contatti con il CONI, la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) e la Federazione Motociclistica Italiana (FMI)
Iniziamo analizzando le leggi in vigore
Decreto Ministeriale del 18 febbraio 1982 “Norme per la tutela sanitaria dell’attività sportiva agonistica”
Art. 1. - Ai fini della tutela della salute, coloro che praticano attività sportiva agonistica devono sottoporsi previamente e periodicamente al controllo dell'idoneità specifica allo sport che intendono svolgere o svolgono. La qualificazione agonistica a chi svolge attività sportiva è demandata alle federazioni sportive nazionali; o agli enti sportivi riconosciuti. Devono sottoporsi altresì al controlli di cui sopra i partecipanti ai giochi della gioventù per accedere alle fasi nazionali.
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Ministero della Sanità Circolare 31 gennaio 1983 n. 7
Come è noto la tutela sanitaria delle attività sportive e la medicina dello sport rientrano tra le competenze delle Unità Sanitarie Locali ai sensi dell’art. 14 della legge 833/78.
Il D.M. in oggetto, nell'ambito dell'obiettivo indicato dall'art. 2 della stesse legge di riforma e ai sensi dell'art. 5, ultimo comma della legge 33/80, ha stabilito i criteri tecnici generali volti a tutelare la persona che svolge attività sportiva agonistica, mentre le modalità operative vengono fissate dalle Regioni di intesa con il CONI.
La maggior parte delle difficoltà interpretative pervenute, hanno avuto per oggetto soprattutto l'identificazione dei limiti e delle caratteristiche dell'attività sportiva agonistica.
Al riguardo si fa presente che tale attività non è stata definita con il D.M. in oggetto, poiché la Commissione Tecnica consultiva ha ritenuto che essa non potesse essere definita in termini tecnico giuridici appropriati e univoci per tutti gli sport ed ha optato per l'opportunità di attribuire alle Federazioni Sportive Nazionali e agli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI il compito di identificare i confini entro i quali l'attività sportiva assume la configurazione di agonistica.
Nello stabilire i criteri tecnici generali di cui al D.M. in oggetto, si è fatto tuttavia riferimento ad una precisa interpretazione di quella che è la componente agonistica nell'ambito delle singole attività sportive.
Essa deve intendersi come quella forma di attività sportiva praticata sistematicamente e/o continuativamente e soprattutto in forme organizzate dalle Federazioni Sportive Nazionali, dagli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI e dal Ministero della Pubblica Istruzione per quanto riguarda i Giochi della Gioventù a livello Nazionale, per il conseguimento di prestazioni sportive di un certo livello.
L'attività sportiva agonistica non è quindi sinonimo di competizione.
L'aspetto competitivo, infatti, che può essere presente in tutte le attività sportive, da solo non è sufficiente a configurare nella forma agonistica una attività sportiva.
Quindi, dal Decreto Ministeriale e dalla successiva Circolare si evince che sono gli Enti di Promozione (EPS) a stabilire se l’attività sportiva che si sta praticando è o non è agonismo, cosa che mi è stata confermata parlando con una dottoressa della Commissione Medica dell' FMI e con un'addetta della segreteria del CONI.
Mi è stato inoltre confermato che quest'anno il CONI e la FMSI non hanno emanato alcuna circolare dove si richiede agli Enti di Promozione Sportiva di sottoporre i propri tesserati a visita medica agonistica.
Solo nel caso in cui l'EPS stabilisca che l'attività svolta è agonismo, ci si affida alle tabelle stilate del CONI in collaborazione con la FMSI e il Ministero della Sanità dove sono stabilite l'età minima e massima per praticare l'agonismo e la relativa tipologia di visita a cui sottoporsi per ogni disciplina, indicando la Federazione Sportiva Nazionale di riferimento.
Grazie all'aiuto di una dottoressa della Commissione Medica dell'FMI mi sono fatto spiegare le motivazioni che portano ad avere delle differenze sulla tipologia di visita medica fra i minori e i maggiori di 14 anni per il settore "minimoto".
Nella tabella delle visite agonistiche, per il "motociclismo" - FMI, vengono indicate due categorie: Velocità (visita A2) e Motocross, Enduro e Trial (visita B1).
In FMI vengono emanate due licenze a seconda dell'età del pilota: la Miniyoung (minori di 14 anni, visita B1) e la Miniold (maggiori di 14 anni, visita A2).
La differenza di visita richiesta fra le due licenze è dovuta al fatto che le due licenze non sono esclusive per la "minimoto" ma danno la possibilità di praticare altre discipline.
Infatti la Miniyoung è destinata ai piloti che praticano Minimoto (affine alla Velocità nella tabella delle visite agonistiche) ma anche Minicross, Minienduro e Minitrial (affine al Motocross, Enduro e Trial nella stessa tabella). E' richiesta la visita B1 perchè le visite agonistiche della tabella B sono per gli sport dove è richiesto un impegno fisico elevato, cosa che prevale nel Motocross, l'Enduro e il Trial.
Diversamente la Miniold è destinata ai piloti che praticano Minimoto ma anche Scooter, Moto Epoca, Minibike, All Trial, Velocità nei soli impianti di Racalmuto, Mores, Binetto. Per questo la Minimoto viene equiparata alla Velocità, sport per cui è richiesta la visita A2 (sport con impegno muscolare lieve o moderato).
Ho chiesto anche perchè le categorie Supermoto, Minimotard e Pitbike vengono assimilate al Motocross (quindi visita B1) nonostante corrano in autodromi/kartodromi. La risposta è stata che in queste categorie possono essere previsti tratti di sterrato o salti dove è richiesta una maggiore attività cardiaca.
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