Quote:
Originariamente inviata da CZar
Purtroppo la federazione italiana in questo caso ha dimostrato di non voler essere protagonista.
Io capisco anche che gli stranieri sono abituati a piste lunghissime (ho visto filmati americani e australiani da paura), spesso non mettono nemmeno il ginocchio a terra e d'altro canto dove non c'e' possibilita' di scelta non c'e' niente da fare.
Capisco meno quando c'e' la possibilita' di scegliere e non si sceglie, come in Slovenia.
Cambiando discorso, chiedo a chi ci e' gia' stato. Come sono i regolamenti tecnici? Ci sono le fiches, si segue il regolamento FMI?
Ad esempio, io ora ho un freno anteriore non commercializzato da DM, con un supporto autocostruito al tornio, si puo' usare? O ad es, la marmitta ROOST e' regolare? etc,etc.
|
Cri, non credo che la federazione italiana abbia molta voce in capitolo, almeno non di piú delle altre federazioni europee - e di veri "minimotodromi" ce ne sono solo in Italia, in tutto il resto dell'Europa si corre su dei kartodromi piú o meno adeguati! É la federazione organizzatrice che sceglie la pista... e probabilmente queste scelte sono influenzate dalle "politiche" interne...
Esiste un regolamento FIM - UEM per le minimoto, ma non si discosta di molto dal regolamento italiano (a parte le categorie, che sono JuniorA - JuniorB - Open40 ed Open50) ... i commissari in Spagna controllavano (parlo x le classi Open) molto di piú l'abbigliamento del pilota che non la motina, dove nella Open 50 praticamente controllavano solo i decibel --- l'unico problema che avevano alcuni era il copridisco del freno, e pur essendo "originale" su alcune moto (vedi Pasini) non passava ai criteri del commissario... infatti ho passato il mio "di scorta, non originale" a Luca Pasini, per permettere al piccolo Rossi di passare le verifiche