Dato ormai il 2 Tempi non è un più un mistero....
Vi spiego in modo,spero semplice

,come si misura il Rapporto di Compressione Primario
Che alla fine non è altro che il rapporto tra il volume del carter pompa al
PMS (V1) e il volume del carter pompa al
PMI (V2)
RCP = V1/V2
Questo è un esempio su un motore HONDA ma il procedimento è lo stesso per tutti i 2 Tempi
Come prima cosa andiamo a sigillare il pacco lamellare e sacrifichiamo un vecchio pistone dove verrà praticato un foro per inserire l’alcool(uso questo liquido perché non fa bolle) e misurare il volume al PMS.
In questo caso ho inserito 455cc di alcool che per noi rappresenta il V1
Il V2 si ottiene sottraendo al V1 la cilindrata unitaria che in questo caso è 125cc quindi otterremo 330 cc
In definitiva il nostro RC primario è 455/330 = 1.38
In questo caso ho scompresso perché in origine il valore era 1.42
E adesso un po’ di teoria…..
Un carter compresso,quindi con poco volume,garantisce una migliore risposta ai bassi regimi ma perderà un po’ agli alti,e viceversa.
Dopo la combustione i gas di scarico iniziano ad espandersi nel cilindro generando un aumento di pressione sul cielo del pistone che inizia la sua corsa verso il PMI,nel momento in cui si apre la luce di scarico si genera un brusco calo di pressione all’interno del cilindro e i gas combusti iniziano a defluire all’interno dell’espansione.
Dal momento in cui si apre lo scarico al momento in cui si aprono i travasi si genera una depressione all’interno del cilindro.
L’onda di rarefazione si propaga nel cilindro ai canali di travaso per giungere ai carter,al pacco lamellare e fino al boccaglio del carburatore ,tanto che i gas freschi vengono letteralmente risucchiati nel cilindro e in parte dall’espansione a prescindere dalla pressione che si crea nel carter quando scende il pistone.
La fase di travaso avviene così grazie alla forte depressione generata dall’espansione(se ben dimensionata)più che alla pressione generata dal pistone in fase discendente ed è per questo motivo che con una buona marmitta ,il carter non deve essere più “supercompresso”per garantire un buon rendimento del cilindro.
Il carter deve invece avere una volumetria e una conformazione tale da garantire il riempimento ottimale del cilindro al regime di rotazione che più ci interessa .
Infatti le classiche lavorazioni che si fanno sulle sacche di travaso servono proprio per facilitare il passaggio di gas freschi dalla valvola lamellare ai travasi in questa fase di risucchio generata dall’espansione.
Poi se vogliamo farci un po’ di pippe mentali(come vi direbbero tutti i “famosi”preparatori..)
il volume del carter pompa è strettamente legato a tanti parametri(prima ho già detto la marmitta) quali,la cilindrata,il carburatore ,se è un corsa lunga…e il tipo di impiego del motore (velocità,cross,minimoto…..) infatti i classici parametri di partenza sono:
125 GP 1.20-1.27
125 CROSS 1.38-1.45
KART 125 1.48-1.53
Le 2 mie considerazioni sono…..
Il classico errore che fanno tutti è quello di lavorare i carter e basta,così facendo abbiamo anche scompresso,quindi non avremo mai un riscontro effettivo del lavoro,la cosa giusta è riportare il valore del RCP a quello iniziale e vedere cosa è cambiato ed eventualmente modificarlo….
A scomprimere è un attimo….basta togliere materiale….ma per comprimere bisogna aggiungere volume in determinati punti (alla fine è sempre uno..)
In definitiva è sempre una scelta soggettiva in base al tipo di erogazione preferita