Propenderei per l'ultima ipotesi
Inanzitutto boso,una domanda. Qual'è la tua fonte di "teoria"? Per il semplice fatto che,senza scendere nei dettagli,le teorie basilari della fluidodinamica dicono cose molto diverse.
Inanzitutto,un condotto che si restringe non fa aumentare la pressione bensì la fa diminuire in favore di un aumento di VELOCITA' del flusso. In linea del tutto teorica,ossia se la variazione di energia totale è nulla,ciò che guadagni in velocità lo perdi equamente in pressione e viceversa.
Peccato che nella realtà le cose non stiano così,il flusso è viscoso,le pareti non sono lisce (neanche una lucidata a specchio) e in ogni caso un restringimento genera una perdita di carico. Cos'è una perdita di carico? Una perdita di energia cinetica,dissipata per attriti,che è tanto maggiore quanto maggiore è variazione di sezione,quindi tanto maggiore è la conicità. Hai mai visto una sacca di travaso e di conseguenza un condotto di travaso molto conico? Io assolutamente mai...lo sono,perchè non sono dritti,ma la conicità si limita a qualche grado a esagerare.
In ogni caso un condotto inizialmente largo,anche se andasse a restringersi di molto (che è,come si è capito,una cavolata) presenta una velocità iniziale molto bassa,sfavorendo il motore ai bassi regimi di rotazione...per poi cmq essere svataggiato pure ai regimi alti perchè la dimensione del condotto si andrebbe a restringere molto,generando in ogni caso forti perdite di carico connesse a basse portate. Sostanzialmente una schifezza.
Per quanto riguarda il paragone con l'effetto venturi...se facesse aumentare la pressione non ti sei mai chiesto come potesse fare la benzina a passare dalla vaschetta al diffusore?

Un venturi è tanto più efficiente quanto più riesce ad accelerare l'aria in quella fase (tirando in ballo coefficienti di efflusso,turbolenze e quant'altro) generando quindi una notevole caduta di pressione. Ricorda che nei motori l'unica cosa che "soffia" è lo scarico!