Quote:
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Originariamente inviata da lorey
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quoto in pieno
l'acqua nella vaschetta di espansione non deve essere assolutamente considerata come riferimento della temperatura di esercizio di un impianto di raffreddamento.
la vaschetta , il tubo di carico impianto e il tubo di spurgo sono un servizio per l'impianto principale.
dobbiamo ricordare che l'acqua in questi punti è ferma.
il riscaldamento che ottiene è solo dovuto al contatto con la fonte di calore ( in questo caso dall'acqua calda che entra nel radiatore) e in parte dall'inraggiamento del radiatore e dallo scarico.
è vero si che l'acqua calda sale , ma e altrettanto vero che man mano che si allontana perde calore.
sono tantissime le varianti che impattano sulla temp dell'acqua nella vaschetta (lunchezza tubo , tipo di tubo ,diametro , curvatura sia quello di carico che quello di espansione ,posizione della vaschetta , posizione di attacco sul radiatore e mille altri )
e proprio per questo non si deve considerare attendibile.
il punto migliore per verificare la temperatura di esercizio di un impianto è quello di misurarlo nel punto + caldo .( all'uscita dalla testa) da quel momento in avanti l'acqua comincerà a raffreddarsi sino ad arrivare al punto + freddo ( un istante prima di rientrare nel cilindro attraverso la pompa .
è semplice , se la temperatura dell'acqua e minore della temperatura delle superfici di contatto l'acqua assorbe calore , se è superiore cede calore.
se non si ha la possibilità di un controllo strumentale si puo' verificare "a tatto" .
Il tubo che esce dalla testa deve essere molto + caldo del tubo che arriva alla pompa.
se questa differenza e minima vuol dire che nell' impianto vi sono dei problemi.
c'è da fare attenzione perchè i tubi sono di plastica ( buon isolante termico con altrettanta inerzia termica ) e questo tipo di controllo puo' risultare + problematico del pensato
è vero che il radiatore si deve scaldare per poter cedere calore all'esterno, ma è altrettanto vero che se troppo caldo non cede calore o lo cede solo in parte.
la differenza fra il radiatore in Cu e quello in Al spiega propprio questo principio.
La differenza fondamentale fra il rame e l'alluminio ( oltre a quella del costo della materia prima ) è proprio L'inerzia termica.
ogni materiale ha una propria inerzia termica .
l'inerzia termica è la capacità che un materiale ha nel assorbile e distribuire + uniformemente possibile il calore anche se focalizzato in un solo punto.
esempio
prendete 2 barrette identiche di dimensioni una di rame e l'altra di vetro
con un accendino scaldate una delle 2 estremità dopo pochi secondi quella di rame sarà tutta calda quella di vetro no.
tralasciando i metalli prezziosi il metallo con minor inerzia termica è il rame .
teoricamente allora il miglior radiatore sarebbe in rame.
purtroppo no, perche vi è il rovescio della medaglia .è vero si che il rame ha la capacita migliore di assorbire il calore ma è altrettanto vero che è restio al cederlo ( la barretta di prima si raffredda dopo ) .
un ottimo compromesso è l'alluminio , assorbe bene il calore dall' acqua ma lo cede altrettanto volentieri all' aria .
questo spiega il perche i chaina sono prima partiti con i radiatori in rame e solo in un secondo tempo hanno capito che le mini hanno velocità ridotte e di conseguenza poca aria che impatta sul radiatore e che non era sufficente a poter estrarre il calore dal rame . sono passati all' alluminio come fanno gli italiani da circa 10/15 anni.
scusate mi sono fatto prendere la mano
ho voluto solo cercare di esprimere la mia opinione in merito
ciao