POLVERIZZATORE TIPO
QUATTRO TEMPI
Per assurdo, vista la definizione, si
tratta di un sistema oggi ampiamente
adottato anche nei carburatori
per motori due tempi, dal momento
che, rispetto a quanto visto sopra,
consente di ottenere miscele più
magre e meglio controllate in questo
senso in tutte le condizioni.
Il tubo del polverizzatore è dotato
di una serie di fori e la camera anulare
che lo circonda, sempre in comunicazione
con l’aria massimo,
non è però in diretta comunicazione
con il diffusore.
L’aria viene allora richiamata insieme
al carburante liquido e l’emulsione
si compie all’interno del tubetto,
prima che la miscela arrivi
all’ugello nel diffusore.
La disposizione dei fori ed il loro
diametro influenza l’erogazione. Fori
ricavati nella parte bassa del polverizzatore
sono immersi nel carburante
della vaschetta, mentre fori
nella zona alta sono esposti all’aria
e, di conseguenza, giocando sulle
variabili della foratura si riesce ad
ottimizzare il rapporto di miscela in
tutte le condizioni.
Privilegiando la foratura alta si smagrisce
in pieno gas ai bassi regimi,
mentre aumentando il numero e/o
il diametro dei fori bassi si aumenta
l’afflusso del carburante che va ad
emulsionarsi con l’aria.
La foratura influenza anche i transitori
in accelerazione, in quanto si
può fare in modo che, disponendo
opportunamente i fori alle varie
quote, la camera anulare all’inizio
piena di carburante si svuoti via via
che il regime aumenta per effetto
del liquido aspirato attraverso i fori
stessi: l’erogazione inizia con una
miscela molto ricca e si smagrisce
via via.
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