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lunghezza collettori di aspirazione 2t miti e leggende.....
Visto che stavo provando svariati collettori con flangia FMI ero orientato con l'idea che il collettore corto rendeva di +, A parità degli altri parametri e raccordatura ad ok carb-**** collettore--**** pacco; dopo alcune prove anche con collettori cortissimi mi sono reso conto che non è cosi' semplice, collettori molto corti rendono bene solo ai bassi tagliando drasticamente gli alti incattivendo a volte il motore, quindi lavorare il carb. e collettore in questo senso paga solo se si sa cosa si vuole ; quello che invece ho capito è che non è la lunghezza che conta ma il volume e in maniera netta la forma che se ben calcolati riescono a fornire (solo ad un determinato n di giri) una leggera sovralimentazione.......
la vostra opinione ed esperienza in merito |
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ti rispondo perche questo argomento mi appasiona un casino e ci ho perso molto tempo tra studi, conti e prove. E ti volgio rispondere con dovizia di particolari. Allora in un certo senso ti posso dare ragione, cioè che accorciando il carburatore si ha da subito un incremento della coppia e della risposta del motore, dovuta appunto all'accorciamento del condotto di aspirazione. Quello che invece non posso accordarti è che tale accorciamento provochi una caduta di prestazioni agli alti regimi. Nel 2t le onde di pressione che si genera nello scarico ad espansione sono molto cariche di energia (in tutti i sensi) e quindi si impongono su quelle che si creano nell'aspirazione. Per questo motivo(non voglio entrare in termini termofluidodinamici e matematici, sarebbe troppo complicato) si è sempre detto che nel due tempi le risonanze prevalenti sono quella dello scarico. Purtroppo bisogna anche dire che in un certo senso le onde di pressione generate nello scarico non hanno trasporto di materia paragonate a quelle di aspirazione che invece ne hanno molto hai fini della prestazione. Quindi ora se tu fai caso a quello che ho scritto capisci che essendoci molta differenza di temperatura tra scarico ed aspiazione e se conosci un po di teoria basilare sulle onde, saprai che un'onda che arriva da una sorgente calda e deve riflettersi in un ambiente con temperatura e densita molto diverse (nel caso circa 300°), essa si riflettra come su di un tubo chiuso. Questo nei motori viene ovvitato perche si sono i carter e cilindro caldi. Ora capirai almeno spero che quello che fa risuonare veramente il colletore è l'onda riflessa dal cilindro al carter lungo i travasi. Ora saprai che una volta instaurata un onda esse si rifletta avanti e indietro lungo esso ed ogni volta che essa viene eccitata nuovamente, questa puo essere un eccitazione positiva se ne rinnova le caratteristiche (risonanza) o negativa ne le sue carattristiche vengono annulata (smorzatura). Bene tutta questa pappardella per farti capire che per ora è la lunghezza a predominare. Ora pero si deve far i conti con la valvola lamellare che è una brutta bestia dal pundo di vista ondaiolo. Questo perche il materiale di cui sono fabbricate come tutti i materiali hanno una loro frequenza propria. A dir la verita ne hanno molte, ma a noi basta la prima xhe sta nell'ordine di grandezza 10^2 (la seconda gia si sale di una potenza quindi impensabile). E qua arriviamo al tuo problema. Adesso capisci (spero) che le onde di risonanza che si creano nell'aspirazione e nello scarico devono essere accordate con le frequenza delle lamelle. E' questa la chiave di lettura del tuo problema, perche se tu accorci il colletore tra un giro motore e l'altro aumenti la frequenza dell'onda. Quindi le lamelle si trovano ad essere comandate allo stesso tempo da due leggi..... Quote:
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Per il calcolo fino a che stiamo sull'empirico va bene ma poi uno o sa dove agire perche sa come operono determinati fattori vedi le onde,risonanze vario oppure è meglio sfruttare dei codici computazionali che vanno molto vicini alla verita. Altrimenti una cosa simile hai codici numerici è l'esperienza di una vitae che pochi in questo forum hanno e che fanno bene a mostrala con il contagoccie qua ma poi la tirano fuori in pista,dove conta. Per il fatto della sovralimentarione ti devo dare torto non funziona ad un solo e determinato numero di giri ma se si è bravi si riesce a sfruttare per 2/3000 rpm. Quote:
mi sembra di aver scritto abbastanza:si: ma se volete scrivo ancora |
ti prego scrivi ancora, leggo a bocca aperta
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da pippa :1st:
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G2PS "complimenti" illustrato benissimo il fattore di risonanza che è la cosa più importante che non veniva tenuta molto in considerazione nella aspirazione ma solo nello scarico.
Il suo rendimento viene calcolato a seconda delle esigenze. |
Difficile risponderti G2PS sei su un'altro pianeta, mi sono riletto e rileggero' quanto tu dici, io riporto solo la mia esperienza sul campo, ma non avevo preso in considerazione la parte finale del condotto, le lamelle, mi propongo di lavorare anche su questo aspetto, anche se per il momento devo capire che cosa fare .............................
Per quanto riguarda volume e forma capisco.... ma ormai lo dico..... sulla forma mi sono accorto ( e ne ho provati diversi con inserti in alluminio fatti da me ) che paga piu' un collettore lievemente convergente anche a costo di perdere qualche decimo di mm di diametro finale che un collettore diritto............. |
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vero aumenta la velocità e non si distacca lo strato limite.................
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purtroppo paolo non è cosi semplice.
Quello che dici è vero entro un certo renga di velocità, al difuori di quel range il rendimento del motore cala notevolmente. Ti spiego meglio, la velocita che si crea nel colletore è data principalmente dalla depressione che si crea nel carter pompa(in parte data dell'effetto della marmitta ad espansione). Questa depressione non è molto evalta cioe non è molto lontana dai valori della pressione ambiente. Ora di deve anche tener conto delle risalita del pistone che va ad aumentare questa depressione e, assieme all'effeto della marmitta si ha tra ambiente e carter di manovella un certo valore di depressione che non va molto lontano dal volare teorico che risulta dalle formula di Morrison e Crossland. Il difficile non è tanto il metere in relazione la velocita con il salto di pressione in se perche basterebbe applicare la teoria dello strat limite. Ma mettre in relazione il salto di pressione dato dall' espansione e dal movimento del pistone, essendo questo in fase dinamica e non statica, cioè non si puo analizzare da punto di vista quasi-stazionario di molti modelli matematici. Questo preclude l'uso di programmi dedicati molto costosi e di difficile utilizzo. Tuttavia anche qui esistone delle formule razionali derivanti da esperimentie prove che legano movimento del pistone e valore della velocita nei condotti. Questi esperimenti hanno dato come risultato una bella curva che dice molte cose e che fa vedere che il rendimento volumetrico viene pressoche annulato entro certi valori di velocita nei condotti. Questo range è espresso in numeri di mach, dato che il fluido considerato è un fluido comprimibile. Poi se si considera,oltre al fatto della comprimilita, che il colletore di spirazione ha restringimenti, cuspidi e curve, nel presso delle quali le velocita possono diventare supersoniche, se gia la velocita media del flusso è elevata. Quando il flusso anche il un solo punto diventa supersonico, l'instaurarsi di tale fenomeno molto dannoso per il rendimento del motore ha come conseguenza che il condotto non riesce + a risuonare perche il flussi supersonici hanno comportamenti inversi a quelli sub sonici. Quindi non conviene mai salire altre ceri limiti con le velocita. In questo fatto ce da tenere conto che in prissimita della valvola lamellare se ben progettata le velocita salgono ulterirmente e se si passa al supersonico si ha lo stesso effeto descritto sopra che fa crollare il rendimento della valvola stessa. Poi qua sarebbe da tenere conto di spessori delle lamelle effeti di sovralimentazione dinamica...troppo difficile da spiegare scrivando |
Complimenti, questi sono gli approfondimenti che mi piace leggere nei forum.
Tutta giusta la teoria della risonanza, in questo caso applicata al collettore di aspirazione, con tutti gli ostacoli presenti che mandano a quel paese ogni calcolo teorico (curve del collettore, raccordature non millimesimamente perfette, filtro aria, spillo del carburatore e alla fine le lamelle che tappano il tutto creando il famoso ram-jet). Come sempre, la pura teoria va adattata alll'esperienza di chi poi sperimenta il tutto. |
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