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rapporto genitori e figli in pista, attese, pretese, consigli utili
Visto che se ne parla a sprazzi, vorrei che ne parlaste qui.
Personalmente mi trovo un po' in difficoltà e vedo che non sono il solo. Mai e poi mai avrei pensato di arrivare a dire a mio figlio di svegliarsi.... dopo avergli ripetuto fino alla nausea di non aggredire gli altri bimbi, ora mi innervosisco se resta dietro e non sorpassa. Portarlo alle gare (per ora ne ha fatte solo 2 amatoriali) per me è fonte di tensione notevole, da una parte ho paura per lui, dall' altra vorrei che fosse più aggressivo..... insomma, ogni volta arrivo a casa distrutto.... quando correvo da amatore ( in moto o in bici ) non ero così teso. Consigli ed esperienze altrui sono ben accetti |
Ciao!!!
Ti parlo come meccanico di 5 piloti UISP, tutti minorenni e, tutti naturalmente accompagnati dai propri genitori ad ogni gara! Dalla descrizione delle tue sensazioni , posso dirti ke è in linea con quella dei genitori ke conosco io! Qualcuno è più preoccupato di altri...qualcuno più agitato e qualcun altro più tranquillo...ma alla fine sono tutti genitori che hanno un figlio in pista che sanno dare il meglio di se.... La cosa più bella ke vedo e ke spero di continuare a vedere, è la capacità ke ha ogni genitore divedere in suo figlio un talento particolare, come giusto ke sia! e la passione ke mette nel descriverla. Purtroppo da esterno ho la lucidità di capire e vedere anke il lato triste... molto spesso, più di quanto si possa immaginare, la passione della minimoto è più del genitore ke del figlio... questo provoca accanimenti ke il bambino accusa...ho visto dare schiaffi per sorpassi non fatti...o per tempi ke non scendono...QUESTO E' SBAGLIATO. Preciso ke per fortuna questo non è il caso dei genitori ke stanno sotto il gazzebo con me! |
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Schiaffi no, non se li merita, però gli faccio notare dove sbaglia secondo me e a volte se la prende.... non voglio che si senta il pilota migliore, preferisco che tenga le orecchie basse |
ciao,quello che vuoi tu dal pilotino arriva col tempo e con l'esperienza che matura,quindi divertiti anche tu(indipendentemente dal risultato) e stai meno teso.quando sono piccoli nelle gare c'e' molto patos e tutti volgiono il proprio figliolo davanti,ma a quella eta' guidano con l'istinto e forzarli non va bene,per come la vedo io basta un "Fai il meglio che riesci a fare".a questi livelli(minimoto-minigp..........)l'importante e migliorare se stessi e la propria guida;)
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al wlb c'è una famiglia intera sempre presente e quando corre il loro figliolo più grande indipendentemente dalla posizione gridano e incitano e ogni volta che finisce la gara esultano come se avesse vinto, è una gioia anche per me vederli, sono fantastici!
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Tempo al tempo...
Se non è il suo sport te lo dirà lui. Se gli piace ma sente le tensioni esterne e sente che DEVE fare bene e se non fa bene qualcuno lo sgrida o se la prende... la prenderà come un obbligo per compiacere qualcuno e non per se stesso. Se gli piace e si diverte, non è pressato e vede che i genitori sono contenti quando lui è in pista, allora magari scatterà quella molla... da un giorno all'altro vedrai che ti chiederà lui come fare per migliorare. E i miglioramenti non tarderanno ad arrivare :si: I bambini sono bambini. Devono giocare e divertirsi. Se sono fenomeni vengono fuori da soli |
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"dai vagli sotto perchè ti voglio più bastard@, più cattivo". Urlava così forte che pur essendo anch'io impegnato in pista lo sentivo distintamente :mitra: Avendo corso anch'io in bici capisco il tuo punto di vista sull'ambiente ciclistico che hai espresso in altro post: la minimoto è sicuramente diversa per vari motivi, ma alcuni genitori che evidentemente non sono riusciti a "sfondare" nella vita cercano con metodi quantomeno dubbi di portare in alto i figli... a volte a qualsiasi costo. Peccato che spesso il costo sia dopo qualche tempo un odio profondo verso magari quell'attività svolta, o nei casi peggiori, verso il genitore :si: Da quello che ho visto fin dai tempi in cui correvo in moto con la 125SP (1986/1987) fino ai 11/12 anni non si può pretendere di trasformare quello che per un bambino DEVE essere un gioco, in un lavoro. I bambini hanno davanti una vita per lavorare e togliergli la bellezza, la purezza e la soddisfazione del "gioco" è un peccato mortale di cui in futuro ci si potrebbe pentire. Si può insegnargli a sistemare la moto e a vivere la pista con serenità e senza eccessive ansie da prestazioni. Sicuramente essere genitori non è facile, ma non bisogna dimenticarsi che i bambini sono come delle spugne, per cui se noi bestemmiamo loro lo faranno, se noi siamo maleducati e aggressivi probabilmente creeremo in loro la stessa predisposizione quando si troveranno ad affrontare simili contesti. ps. dimenticavo... io a 43 anni non mi sogno nemmeno di smettere di "giocare" ancora in prima persona |
dico anch'io la mia e cercherò di essere più sincero possibile
- mio figlio ha 5 anni, gira da 4 mesi, ha una moto non proprio recente (zpf 2006) e gira in 49 a codogno - io in mio figlio vedo un piccolo campione - cerco di farlo girare il più possibile - certe volte è un leoncino e certe una pecora (proprio come il figlio di vadabrut) il mio errore maggiore che commetto è che quando mi dice che non vuole allenarsi un pò lo rimprovero perchè secondo me va bene che non devi "stressare" i figli ma se li lasci troppo alle loro decisioni, siccome sono piccoli, rischiano di non combinare nulla, un pò come a scuola insomma. Magari o forse sicuramente sbaglio però si deve trovare il giusto compromesso fra il "ok non ti rompo" e il "però comunque devi allenarti/devi studiare" per migliorare. ciao a tutti Ettore |
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Il mio caso, con mio figlio di quasi 10 anni, è differente ma simile. Ho provato in passato a fargli piacere la minimoto, trovando interessante poter avere un hobbies da condividere con lui. Non gli piaceva. Non l'ho obbligato, anche perchè sono consapevole del fatto che non è un talento, e che non è una cosa che fa per lui. Obbligarlo, in questo caso, era secondo me controproducente. Mi sono tenuto io il mio hobbies (non fa neanche per me.. ma tanto io sono nato cancello e rimango cancello :lol1:). Adesso sono 2 anni che suona il pianoforte, sta facendo grossi progressi, non è un talento, gli piace quanto basta, ma in questo caso un po' di obbligatorietà da parte dei genitori c'è. Abbiamo deciso che questa è una cosa che gli potrà servire in futuro, quindi, senza esagerare (suona una mezz'oretta al giorno) continuerà anche se qualche volta preferirebbe giocare alla psp piuttosto che suonare. Poi, quando sarà più grande deciderà da solo (...sempre con il nostro aiuto :smt121) Come dire... impara l'arte e mettila da parte :si: |
ah vada per rispondere al discorso che tuo figlio non riesce a sorpassare gli altri bimbi perchè è poco aggressivo, prova a scrivere su youtube prove selettive minimoto junior volpiano, sono rimasto impressionato dall'aggressività dei bambini, cioè addirittura uno va addosso ad un altro con l'intenzione di farlo cadere... li davvero sarebbero da squalificare,
mio figlio non è aggressivo come me se no sarei tranquillo, è dolcissimo e per me va bene così ...io lo amo da morire e manco a dirlo è la mia vita insieme al fratellino e alla madre. Per il resto secondo me se son rose fioriranno se no amen. |
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Purtroppo nella musica hai davvero bisogno di allenamenti costanti per miglioramenti minimi ma che alla lunga pagano (scale, improvvisazioni, cover, insomma tutto serve) Alla fine attorno ai 25 anni ho abbandonato perchè dovevo farmi una famiglia e pensare a diventare adulto. Per me è stato amore e odio, per il semplice motivo che la musica ti da tanto, ma ti toglie tanto, non esci mai perchè devi esercitarti e quindi non ti diverti tranne quando ti esibisci, li se sei esibizionista godi davvero tantissimo. a e poi cmq è difficile vivere di musica, cioè ottenere uno stipendio, pensare di metter su famiglia così. |
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tempo fa, tornando dalla pista, stavo facendo i complimenti a Daniele per come aveva guidato e ad un certo punto mi ha chiesto se fossi orgoglioso di lui.... la mia risposta è stata:" sono orgoglioso di te indipendentemente dal fatto che tu vada piano o forte in moto" Quote:
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Diverso il discorso ciclistico, non lo avrei fatto nemmeno partire.... ogni tanto andiamo a fare un giretto io e lui e via.... Quote:
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Per il momento siamo i loro "eroi", i grandi eroi. Se noi siamo orgogliosi di loro, loro ne saranno contenti... felicissimi. Faranno i salti di gioia. Cercheranno di impegnarsi perchè sentiranno che il papà e/o la mamma sono felici. I risultati si possono ottenere anche così :si: |
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Ma la figlia è un po' più grandicella... giusto?
tranquillo che tra un po' arriva anche il figlio.. :lol1: |
Vada cmq vai tranquillo, ho conosciuto un bambino che è molto bravo, davvero bravo, solo che è buono e spesso non sorpassa, suo padre lo dice sempre dice "mio figlio è troppo buono" ed è così anche seocndo me, poi a vederlo in viso è un angioletto davvero, ma basta aver pazienza.
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Qui si parla di minimoto ma il problema, o il fenomeno, è comune a molti altri sport: un bimbo dimostra un po' di precocità in qualche disciplina e subito i genitori lo vedono come una sicura promessa da sfruttare, incentivare, spingere ed incoraggiare. Però, e ne sono abbastanza certo, un bimbo di 4, 5, 6 anni è molto malleabile sotto quel punto di vista e spesso stupisce sui progressi che fa in qualche sport o attività; alcuni lo fanno prima e meglio, altri ci mettono di più. Questo però non vuol dire che a quel punto occorre fare di tutto per spianargli la carriera in quella disciplina ma semplicemente sarebbe meglio lasciarlo fare, poi la voglia, il caso e le circostanze faranno il resto. Personalmente ho visto mio figlio andare bene in windsurf a 5 anni, in snowboard a 6, corre a piedi come un fulmine e giocava a scala quaranta quando aveva 4 anni. In compenso scrive e disegna come un handicappato! Beh, non ho mai avuto l'idea di farlo diventare un campione in una di queste cose, dove riesco cerco di fargliele praticare ma gli allenamenti veri meglio che li faccia con la biro in mano visto che è lì che pecca... nella minimoto forse è più facile stupirsi per il modo in cui guidano e pensare a talenti sprecati ma ricordiamoci che su 100 bimbi forse 1 ha la possibilità di andarci e a quel punto sembra sempre bravissimo rispetto alla massa. Sulla tensione dei papà alle gare e sull'amletico dubbio se conviene arrabbiarsi se va piano o rallegrarsi che porta a casa le ossa direi che è normalissimo all'inizio...alle prime gare wlb finivo la giornata con l'adrenalina a mille...ora tutto è molto più tecnico e gestito, la fiducia in quello che fa in pista è piena e reciproca, il divertimento di entrambi è sempre alto e gli sfottò per gli errori come meccanico io o come pilota lui sempre bastardissimi. Ovvio che quando si portano a casa coppe e trofei ci gasiamo un po' tutti ma la regola è che tale stato duri qualche ora, poi giù la testa e pedalare, scuola o sport che sia. E' una bellissima passione la mini, per i piccoli che imparano comunque a guidare un mezzo a motore (tanto prima o poi dovranno comunque averci a che fare), per i papà che si reimprovvisano meccanici rispolverando reminiscenze Piaggesche, per le mamme come mia moglie che ha inforcato una mini pure lei per cercare di dargli fastidio...se poi altri si sentono dei predestinati, se vedono nei propri bimbi dei sicuri campioni con coni correnti a molte cifre beh, il mondo va comunque così...c'è spazio per tutti...
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secondo me quando finisce una gara non devi fargli notare gli errori...fallo divertire...e comunque deve sentirsi lui di migliorare...non lo farà certamente dietro ai consigli di qualcun'altro...anche perchè è un bambino...vedrai che se questo sport gli piace piano piano verrà su da solo...e quando inizierà a migliorare, allora dovrai iniziare con i consigli che ti senti di dargli, ma sempre nella massima calma e senza arrabbiarsi...anche perchè sicuramente fai peggio!! :si:
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