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Secondo il mio modesto parere sono solo sogni
Quando mio figlio a iniziato a correre nella categoria junior A esisteva il mono motore Polini il carburatore da 14 la marmitta acmi i freni a filo i cerchi in fusione le gomme erano uguali per tutti ecc ecc E quindi si doveva spendere poco ma non era cosi Una marmitta acmi costava 200euro e in una stagione sene rompevano almeno 5 i motori dovevano essere tutti uguali ma non era cosi cerano dei cilindri diversi dei volani diversi degli alberi diversi il super preparatore ecc per avere un motore performante dovevi comprarne 10 e prendere il meglio diversi idem i carburatori Quindi secondo il mio parere sono solo favole Un modo ci sarebbe per spendere poco fare un bando con le case costruttrici che chi vince il bando portino i motori in gara completi di marmitta carburatore e frizzione e devono essere sortegiati ad ogni gara con la sola possibilita di cambiare i rapporti 2 treni di gomme ad un prezzo fisso e ciclistiche con limitazioni questo e unico modo per spendere poco Questo e il mio modesto parere con 7 anni esperienza sui campi di gara dalla Junior alla open |
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Motori forniti con bando di gara ad inizio campionato e sorteggiati prima delle gare. |
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si inizia sempre con poco ma alla fine.......:doh: |
grande fantini!!!!Che dire allora dei costosissimi motori 4t??
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qua si parla, si parla e c'è qualcuno che ha aumentato il prezzo di listino dei ricambi del 7 per 100... ma che ci stiamo a prendere per il ....?
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anche l'ideal standar ha aumentato i listini del 5% il costo delle materie prime aumenta e quindi di conseguenza aumenta tutto il resto...... lamentati con i politici che non adeguano il nostro stipendio al costo della vita |
e si
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Provo ad andare in una direzione diversa: ma siamo sicuri che se ci fosse un regolamento, quindi una categoria economica, che assicura uguaglianza al decimo di cv, al kg di peso pilota, alla tenuta della gomma, alla mescola della frizione ed altro ancora si vedrebbero eserciti di piloti accorrere a gareggiare?
Mi spiego: non è che il problema sia soprattutto di comunicazione, intendendo per tale la capacità del settore di promuoversi non verso gli appassionati ma verso l’esterno, con chi non conosce questo sport in modo assoluto ma che potenzialmente ci entrerebbe volentieri. Un nuovo regolamento, per quanto chiaro, semplice e volto all’abbassamento dei costi verrebbe letto e considerato dagli addetti ai lavori, dagli appassionati e da chi già corre ma alla fine mi sa che il parco piloti non varierebbe poi tanto perché tutti quegli appassionati che hanno magari una mini ma sono lontani dalle competizioni magari manco lo vedono, peggio ancora tutti i genitori che magari fanno girare i piccoli in piazzali o posti improvvisati ma che già hanno grossi problemi ad avviare la cinesina presa al supermercato. In molte altre discipline questa promozione viene sostenuta ed anche molto; si va nelle scuole a far propaganda, si distribuisce materiale informativo, si mettono manifesti, si organizzano eventi con la presenza del campioncino o campioncione di turno a far da catalizzatore di attenzione. Quando abbiamo portato le mini qui a Monza in autodromo abbiamo quasi per scherzo fatto delle locandine da appendere nelle scuole ed in generale in punti strategici per informare i ragazzini. Poche locandine e poca distribuzione a causa del tempo e delle forze disponibili ma la domenica abbiamo messo in sella una cinquantina di bimbi ed in seguito i genitori ci ricontattavano per chiedere se era possibile provare ancora una minimoto e dove altrimenti rivolgersi. Il tutto messo in piedi quasi per gioco con qualche motorella che avevo in garage. Io provengo da altri sport, dove queste iniziative sono la normalità. Nelle mini non esiste nulla, né a livello locale né federale. Che i vari Rossi e compagnia abbiano cominciato in mini lo sappiamo in pochi appassionati, mai visto una pubblicità dove traspaia questa cosa o comunque si veda una mini mentre altri sport anche più di nicchia hanno bucato facilmente il video (vedi Kitesurf e Windsurf ad esempio). Nella scuola elementare di mio figlio su 400 ragazzi forse in 10 avevano un’idea di cosa fosse una minimoto, per averla vista alle giostre credo…dopo la locandina e le prove di Monza ora saranno 30…ancora poco ma almeno sono aumentati. Concludendo torno sul mio dubbio, che cioè per quanto si modifichino le regole alla fine il parco rimane “chiuso”; qualcuno si mette a gareggiare, qualcun altro smette a seconda dei mezzi che ha e del budget che investe. Sul discorso poi delle aziende che dovrebbero..calare le braghe.. farei attenzione: per produrre una mini servono tecnologie e macchinari sofisticati e costosi ed in Italia un’azienda non può permettersi di produrre per svendere (tassazioni, obblighi sicurezza,balzi e balzelli sono notevoli) ed il rischio è che se deve farlo a quel punto le convenga fermarsi. Con vantaggio per nessuno. |
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