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Ettore, stampati l' intervento di Action, appendilo in garage, in cantina, dove vuoi, leggilo con calma e poi fai un passo indietro..... ti aspettiamo sulle piste, Luca è bravo, si merita di continuare a praticare questo sport :si: |
Fate proposte sono qui per vedere come fare per risollevare le minimoti
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1- regolamento uguale per tutti gli enti e tesseramento che permette di partecipare ad ogni evento con un' unica tessera. 2- suddivisione in griglia in base ai tempi e non in base alle categorie ( open e senior, chiamateli come volete.....esclusi junior, per quelli avrei altre cose da dire) 3- categorie junior come FMI con carburatore PHBG 15 flangiati 10-12-liberi ma, per gli over 60kg e maggiori di 11-12 anni vorrei la possibilità di correre con i grandi 4- piste da minimoto o kartodromi "guidati".... non autostrade 5-selettive per zone aperte anche ai "fuori zona" che volessero partecipare 6-costi non superiori a quelli attuali..... con 35-40 Euro a gara e un sacco di iscritti voi organizzatori e gestori di piste ne avreste da leccarvi i baffi. Poi aggiungete o modificate a seconda della vostra esperienza. la palla passa agli altri :si: |
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Meglio un giorno da leoni e gli altri 364 seduto sul divano ahahahahah
Hai capito tuttoooo! Hai proprio la passione per questo sport ahahahha..... |
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quest'anno nei Kart Endurance abbiamo fatto una proposta ai piloti .... prezzi più bassi ma certezza della presenza alla gara e l'esperimento ha dato un ottimo risultato con le gare piene vedremo se il mondo minimoto risponderà alle proposte che LA UISP a in attuazione |
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prima nei vecchi regionali trovavi varie tipologie di pilota,dall'amatore al marziano tutti insieme,adesso invece c'e' troppa dispersione con tutti sti trofei,le griglie sono povere di partenti.............. bisogna far rientrare nel giro anche i classici tracciati da minimoto che hanno fatto la storia di questo sport,ed accontentarsi di quello che offrono,se si vuole il mugello e il grand hotel poi non si possono pretendere costi bassi............... e poi essere un po' elastici con i regolamenti e non creare obblighi e vincoli a chi vuole partecipare. grazie |
la minimoto certo che è un trampolino di lancio per bambini , rossi , sic ,melandri , poggiali ,pasini , dovizioso , ecc ecc da dove arrivano?
ma cio non toglie che chi vuole continuare sulle mini , vuoi per i soldi o per il meno talento, non lo possa o debba fare non vedo dove sta il problema |
Anche secondo me bisognerebbe fare un bel passo indietro... tornare ai vari campionati regionali, selettive e finali.
Per farlo bisognerebbe innanzi tutto unire le forze fra i vari enti, motoclub e federazione. Per ogni regione o zona si organizza un UNICO campionato su 4-5 prove: attualmente ne esistono troppi e i piloti si disperdono. I migliori di categoria accedono alle finali di campionato italiano su 3-4 prove, una per zona e chi disputa tutte le gare nella propria regione/zona dev'essere premiato con una sorta di bonus (punteggio). Le categorie degli Open devono essere suddivise per peso, stesso dovrebbe essere per gli Junior... i chili in più o in meno sono piuttosto influenti. Ovviamente correre in impianti per minimoto, negli ultimi anni ne sono stati dimenticati molti. |
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Ce ne sono anche alcune che per il momento possono sembrare utopiche ma hanno il loro perché. Per il mio modesto punto di vista per attirare nuove persone bisogna riportare le minimoto tra la gente. In pista a guardare ci sono i parenti e gli accompagnatori dei piloti e raramente si vedono curiosi... quando invece si organizzano eventi nei paesi e nei piazzali si raduna sempre un bel gruppo di curiosi, questo permette di far conoscere questo sport. I partecipanti fondamentalmente si vogliono divertire... il massimo divertimento è fare bagarre con altri del proprio livello, sorpassi e controsorpassi sono il massimo della goduria, per questo secondo me se si punta a divertirsi e non a vincere, la divisione deve essere in base al tempo e alle abilità di ognuno, lasciando perdere pesi, cilindrate eccetera. Passando a una questione molto più tecnica, ma al momento la vedo anche alquanto utopica e che sicuramente troverà molti in disaccordo, è quello di avere una standardizzazione dei mezzi e soprattutto dei motori. Ho visto persone spendere fior fior di soldi tra ricambi e preparazioni più disparate, per cercare la prestazione che puntualmente rimane disattesa perché quello che conta di più (direi per fortuna) è sempre il pilota e il polso dx. Questo porta anche la gente a fermarsi, riflettere sulle cifre spese e rendersi conto che non è servito a niente, per cui si stufano e smettono. Oppure trovarmi in pista con qualcuno che dopo la supermega elaborazione gira sempre uguale con l'unica differenza che mi da 30cm in fondo al rettilineo. A questo va aggiunto il mercato su cui si trovano pezzi di tutti i tipi possibili e immaginabili, come ad esempio gli alberi, ci sono di tutti i colori come se fossimo a natale :rotfl: In tutto questo il semplice amatore si perde oppure fa danni o spreca soldi seguendo strade sbagliate. Tutto questo preambolo per dire che a mio modo di vedere ci deve essere una standardizzazione sia da parte di chi produce, con un pacchetto standard sempre uguale, sia per gli utenti con motori standard... anche l'idea de "anno zero" di Fantini non è per niente male! Per finire, per quanto riguarda i campionati, sempre secondo il mio modesto parere, chi organizza deve farlo solo ed esclusivamente con una ONLUS, dove nel caso di bilanci positivi, il disavanzo venga investito in nuovi progetti di promozione, oppure venga data in beneficenza! In questo modo si limita anche il "magna magna" tipico italiano. |
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Invece hai centrato in pieno il problema vero, quando accenni alla standardizzazione delle moto (aggiungo io che oltre alle prestazioni simili devono avere un prezzo accessibile a chiunque). Il mio progetto "Punto Zero" ha le radici da molti anni, ma purtroppo non è mai stato nemmeno velatamente considerato da "chi conta", mentre più addetti ai lavori lo apprezzano da sempre (alcune Piste, Organizzatori e Costruttori). Per fortuna, almeno sembra (e non è ancora troppo tardi), qualcuno "che conta" darà un grosso contributo al progetto, regolamentandolo in parte. Il problema principale di tale progetto è che quasi nessuno capisce che non è destinato a chi vive già di Minimoto, ma è destinato a rinforzare il numero degli Utenti nuovi. Mi permetto di aggiungere che invece non condivido la questione Onlus: gli Organizzatori, con il mazzo che si fanno, devono essere in condizione di raggranellare qualcosa, se non altro una cena per chi ha lavorato. Qui siamo ben lontani dal magna-magna Italiano e se a qualcuno non piace può fare altro! :si: |
nel 2005 ho visto la prima selettiva, si correva nelle junior con il monomotore polini 3 travasi carburatore sha, MINI per le junior, 3 categorie a peso A con flangia 9, B con flangia 14, C libero. Le senior erano senior mini 40cc con carburatore 15 e senior midi 40cc con carburatore 18, open 40 con carburatore libero.
nel 2006 i regolamenti cambiano, le junior possono avere il motore 5 travasi ma la marmitta unica, le senior diventano senior A inferiore a un certo peso pilota con carbu 15 e senior B superiore a un certo peso con carbu 18, open 40 libera E GIU A SPENDER SOLDI per sostituire le ciclistiche, i motori nel 2007 le junior cambiano i regolamenti, le junior diventano flangia 10 e 15, le senior restano invariate ma le open diventano 50cc E GIU A SPENDER SOLDI PER AGGIORNARE TUTTO nel 2008 sparisce il monomotore junior polini, le senior restano invariate E GIU A CAMBIARE MOTORI AGLI JUNIOR dal 2009 vengono imposti tipi di carburatori, tralascio le rotture di scatole alle verifiche delle fonometriche e le fatiche dei costruttori per stare al passo dei capricci della federazione, le fiches, i costi di affiliazione ecc ecc. da notare che nel 2007 c'erano oltre 400 tesserati fmi divisi in 3 selettive, le griglie erano talmente piene che c'era il rischio di non qualificarsi. dal 2007 in poi il declino di una fmi interessata solo a spennare i portafogli, il cambiamento c'è stato nel 2008 quando in fmi la vecchia guardia ha lasciato il posto alla nuova "gestione" TUTTO CIO per dire che la federazione ha perso clienti per tutti questi cambiamenti e ne han beneficiato enti che hanno garantito lo stesso agonismo e lo stesso divertimento (vedi i nomi dei partecipanti uisp del 2010-2011) con meno spese e meno rogne. inoltre la cara fmi ha completamente dimenticato che i costruttori hanno un ruolo fondamentale. è sparito anche il trofeo marche. |
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Cmq hai ragione nel dire che per gli Junior il declino è arrivato dal 2008 in avanti, periodo della "liberalizzazione" con annessa uscita di scena del monomotore Polini. Da questo momento in poi non c'è più stato un regolamento stabile, continuativo di anno in anno. Per gli Open/Senior il declino, invece, è arrivato nel 2007 con l'introduzione dei 50cc... le potenze sono aumentati e gli impianti sono diventati "stretti" |
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Sono a testimoniare l'altra campana in quanto dalla discussione possono venire fuori altre idee nuove l'impostazione di base dei regolamenti tecnici UISP era mantenerli uguali minimo 3 anni Ogni anno ci troviamo con le richieste dei piloti che lo vogliono cambiare adeguandolo alle mode annuali. più si tiene uguale il regolamento a quello dell'anno precedente più i piloti vanno dove ci sono i cambiamenti !!!!!! spiegatemi questo ???? |
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Però c'è sempre stata anche una voce che avrebbe voluto il monomotore in maniera diversa, ovvero motori estratti a sorte il sabato. Da parte di FMI, invece, bando annuale per scegliere il fornitore di motori per la stagione. Detto questo, io in questi ultimi anni ho visto solamente un innalzamento delle potenze per i più piccoli e non mi sembra che abbiano avuto dei vantaggi così consistenti in termini di "apprendimento" di guida e/o gestione del mezzo. Perchè i piloti Junior si spostano dove c'è cambiamento? Non saprei... Per i piloti Open/Senior non vedo cambiamenti radicali negli ultimi anni... Ma andrebbe fatto, probabilmente seguendo un po' la filosofia del Punto Zero di Fantini |
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La Federazione dovrebbe fare la voce grossa ,stabilire direttive che non mettano tutti d'accordo ma siano improntate al ripopolamento di piloti. Quantità porta alla qualità . Per i valori tecnici e di spesa ,bisogna tornare indietro per andare avanti , soprattutto in questo momento economico. Per fare ciò , ci vuol coraggio ..... ed essere svincolati da tutti i meccanismi commerciali e (politici). |
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Il coraggio a qualcuno non manca :si: |
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