Quote:
Originariamente inviata da francescomad
(Messaggio 1936136318)
a dimenticavo , un caro amico mi lascio questo libro mi disse leggilo tutto, e non fare come fanno tanti pensando di sapere passano subito a le fasi - la lavorazione delle luci ecc. ecc poi fanno danni e ne parlano male , a l" inizio dice cosa importante che non basta leggere per diventare preparatore, ci vogliano anni di esperienza e capire cosa si sta facendo e altrettanto importante capire come utilizzare il proprio motore. allora io faccio una domanda , se sui motori stiamo attenti alla termica e tutti gli attriti ,facendo in modo a non avere cali di potenza per inalzamento delle temperatura. a cosa serve cercare allungo montando lo spillo, quando c"é una regola che dice che lo spillo deve essere il 60% del condotto. provate a fare il condotto è di 23 :100x60= misura spillo (scarico bzm 40)
|
Il punto è che elaboriamo il 2 tempi è un libro che come unica utilità può avere quella di far capire a un neofita a grandi linee come funziona un 2 tempi...ma veramente a grandi linee. Non insegna nulla di realmente applicabile nella pratica e la teoria a volte è fuorviante. Butta formule copiate a destra e a manca senza darne una motivazione.
Se vuoi leggere un bel libro sui 2 tempi ci sono i due di Blair (mi pare si chiamino "the basic design of 2 stroke engine" e "design and simulation of 2 stroke engine"), ma sono solo in inglese. Non sono libri pratici, non sono recentissimi, ma almeno le cose che ci son scritte sono giuste!!
Quote:
Originariamente inviata da francescomad
(Messaggio 1936136322)
faccio io,23:100=0,23 o,23x60=13,8opps c"è 2centesimini , ma se bzm la fatta cosi un motivo c"è non dico cazzate.ora ho da fare continuate voi
|
Potrei tranquillamente obiettare che poi sui bzm tutti stringono lo spillo tra 11,5 e 12,5 e da prove a banco si hanno benefici in alto e in termini di sensibilità alle modifiche in aspirazione allargando leggermente l'uscita dello scarico (non il condotto)...il che fa andare per campi la tua teoria.
Nella motoristica ci sono formule molto più articolate che utilizzano coefficienti ricavati sperimentalmente con decine/centinaia di test...che di fatto però servono solo a dare un ordine di grandezza, non un valore preciso, da utilizzare come riferimento durante la progettazione. Una banalissima equazione di quel tipo se funziona e ha un valore esatto è solo un caso...e come è evidente da prove non rappresenta comunque l'ottimale.
Per il resto a mio parere finchè ti porgi in questa maniera "avete visto che ho ragione" è un po' dura discutere.
|